Chi sono

Chi sono

Sono una Personal Life Coach.
Il mio compito è guidarti verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi personali, partendo dalla costruzione di uno stile di vita che sia coerente con i tuoi valori, bisogni e desideri più autentici.
Io ti aiuto a fare in modo che gli spazi in cui vivi e le tue relazioni possano esprimersi in tutta la loro bellezza ed efficacia.
Tu ed io insieme: semplifichiamo il complicato, mettiamo in ordine il caos e trasformiamo i tuoi sogni astratti in obiettivi concreti.

Mi chiamo Nicoletta Croce e per molti sono “La Nico” (oppure “Nikopiù”: soprannome che ho inventato trasformando il mio cognome in segno “positivo”).

Ho radici piemontesi-siciliane-tedesche, ma sono nata e cresciuta a Bordighera, cittadina ligure della Riviera dei Fiori, a pochi chilometri dalla Francia.

La città mi attrae da quando ero piccolina e appena possibile me la sono andata a prendere: Firenze prima e Milano poi, sono i luoghi in cui ho scelto di vivere.

Dentro di me ci sono le case colorate a picco sul mare. Ma anche gli affascinanti scenari urbani fatti di palazzi, di strade illuminate da insegne colorate e di street-art.

Attualmente abito a Milano in una mansarda inondata di luce, con il mio compagno Andrea e i nostri due gatti Nanjo & Marcus.

Sono una neo-quarantenne, mi sento nel pieno della vita e, grazie ad un percorso di crescita personale e spirituale iniziato più di 15 anni fa, posso dire di avere il mio “timone” ben saldo tra le mani.

Tutto inizia sui banchi del liceo quando, svolgendo una versione di greco, mi imbatto nella parola entusiasmo e nella sua illuminante traduzione letterale: avere il dio dentro. Questo momento coincide con il mio primo risveglio e segna la prima fase di sviluppo di una mia fede personale incentrata sulla forza e bellezza sconfinate che ogni essere umano ha potenzialmente dentro sé e dunque può esprimere.

Dopo molti anni, inizio a sentire il bisogno di uno strumento che mi consenta di accedere a queste infinite risorse. Incontro così la pratica buddista e la accolgo nella mia vita.

“Se accendi una lanterna per un altro, anche la tua strada ne sarà illuminata” sono parole di Nichiren Daishonin (maestro buddista vissuto nel 1200 in Giappone) che mi colpiscono nel profondo e che tutt’oggi mi accompagnano, perché nutrono il mio desiderio di aiutare le persone a far della propria vita un capolavoro unico al mondo.

Qualche anno fa entro in contatto con Accademia della Felicità, una società di Coaching e Formazione che ha sede proprio nel quartiere di Milano in cui abito: partecipo ad un Open Day e, sentendomi incontestabilmente nel posto giusto al momento giusto, dopo pochi giorni mi iscrivo al Master in Coaching per diventare una Coach professionista.

Il mio credo spirituale trova un ideale ambito professionale in cui esplicarsi, perché la filosofia del Coaching si basa sul presupposto che tutte le persone possiedano già il potenziale necessario per realizzare una vita felice e ha lo scopo di portarlo alla luce in modo da impiegarlo liberamente.

Dopo circa 265 ore di formazione in aula (da parte della Master Coach e socia fondatrice Francesca Zampone e dei suoi validi soci e collaboratori) e 100 ore di tirocinio (supervisionate da Francesca Zampone), mi abilito alla professione di Life Coach con certificazione AIC (Associazione Italiana Coach) e mi specializzo in Coaching sui temi del Femminile. Negli anni partecipo poi a molti workshop e corsi su ambiti di Life Coaching specifici, per approfondire i temi che più mi interessano.

Cos’altro c’è nel mio bagaglio?

Ho studiato Architettura: quando mi sono iscritta, la mia intenzione non era quella di svolgere un giorno la professione di Architetto, bensì quella di ricevere una formazione ampia e solida che mi permettesse di acquisire un approccio progettuale nel vasto campo del bello e del funzionale.

Mi appassiona la creazione di qualcosa ex novo, ma anche la valorizzazione di qualcosa di già esistente. Porto questa mia spinta nella mia professione di Coach: progettare insieme alle persone la costruzione di una quotidianità, e di conseguenza di uno stile di vita in linea con i loro bisogni e desideri; oppure supportarle nel rendere più bello ed efficace qualcosa che già hanno.

Architettura degli Interni e Arredamento sono le materie che più mi hanno entusiasmato: ho un rapporto molto forte con lo spazio in cui vivo e col concetto dell’abitare, ho sempre percepito la mia casa come un “prolungamento di me stessa”, come un luogo vivificante in cui trascorrere del tempo di qualità e ricaricarmi.

In passato, la mia attrazione per il cinema – ed in particolare per gli aspetti della recitazione, della decorazione del set, dei costumi, della fotografia e delle soluzioni registiche – mi ha portato a studiare recitazione cinematografica e contestualmente a praticarla in alcuni cortometraggi, mediometraggi e videoclip.

È stata un’esperienza determinante, perché mi ha fatto iniziare a riflettere sulle molteplici sfaccettature del comportamento umano, mi ha insegnato a connettermi con le mie emozioni e mi ha permesso di sviluppare l’empatia, indispensabile al mio lavoro di Coach.

Ho avuto delle divertenti esperienze professionali nel settore dell’abbigliamento e degli accessori come addetta alle vendite e come assistente-coordinatrice, in particolare nell’ambito di brand di fashion designer emergenti.

Considero l’immagine uno strumento di auto-espressione e comunicazione: una casa mi parla di chi la abita e un outfit mi racconta di chi lo indossa.

In cosa credo?

  • Che ciascuno sia libero di costruirsi il futuro che più gli piace, perché tutte le cause che si pongono nel “qui e ora” producono i relativi effetti. Ed io ho ben chiaro che bisogna concentrarsi più sulle prime che sui secondi.
  • Nel potere attrattivo del sorriso, della gentilezza e della gratitudine.
  • Che sia necessario passare attraverso l’auto-consapevolezza (la conoscenza e accettazione dei propri lati luminosi come di quelli più oscuri) per poter attingere a quell’infinito potere trasformativo che tutti possediamo in modo innato.
  • Nella forza dell’ascolto, perché oltre a rendere un dialogo degno di essere chiamato tale, può alleggerire o addirittura sciogliere il peso che l’altro sente sul cuore.
  • Nel potere delle domande giuste al momento giusto, che riescono a stimolare nuovi punti di vista in situazioni apparentemente cieche.
  • Nell’importanza di avere delle buone e sane relazioni con le persone, a partire dai propri familiari più stretti e dalle persone che incrociamo tutti i giorni sulla nostra strada.

A cosa non rinuncerei?

  • Al piacere di mettere in ordine le cose e di aiutare gli altri a farlo: è una mia forte inclinazione, un qualcosa che faccio con facilità e che mi dà la massima soddisfazione. Non mi riferisco solo a quel caos che tende a formarsi nelle stanze di una casa, in un’agenda, nei file di un computer o nelle notifiche di uno smartphone, ma anche a quello che può crearsi nei pensieri, nelle emozioni, nelle relazioni interpersonali.
  • Ad inaugurare le mie mattine pianificando la giornata con le mie to-do list, mentre sorseggio un’enorme tazza di caffè della mia moka di casa macchiato con latte di cocco.
  • Ai miei tour nei negozi di oggetti di design: il Design Supermarket in Rinascente a Milano è un mio must!
  • Ai dialoghi con i miei familiari e amici, davanti ad un buon piatto e ad un buon calice di vino.
  • Ad ascoltare la musica guardando fuori dal finestrino di un treno in corsa: amo in particolare quella elettronica sperimentale un po’ meno mainstream e tendenzialmente “melanco-grintosa”, che ha il potere di stimolare in me dei potenti viaggi introspettivi nelle mie dimensioni più interiori e che funge da vera e propria colonna sonora del film della mia vita.
  • Alla fotografia: linguaggio che spesso utilizzo per comunicare ciò che mi viene complicato spiegare con le parole.
  • Al colore giallo: mi piace talmente tanto che, quando guardo una qualsiasi cosa di questo colore, provo addirittura una sensazione di benessere generale.
  • All’utilizzo degli accessori d’abbigliamento ed in particolare degli anelli, di cui amo riempirmi le dita.
  • Al divertimento di cambiare spesso taglio e colore dei capelli.
  • Alle raffinate fragranze unisex di Hermès.

Per cosa vado matta?

  • Per le scale e i mattoni: ogni volta che prendo appunti a mano, ad un certo punto mi sorprendo a disegnare questi due elementi. Nel tempo ho poi compreso la funzione simbolica che mi evocano: la scala è il passaggio da un livello a quello superiore, dunque la crescita, il progresso e l’evoluzione; i mattoni mi riportano invece al concetto del costruire, in modo graduale e solido.
  • Per le stanze da bagno con le superfici il più possibile libere da oggetti e fortemente caratterizzate da una carta da parati stravagante o da un lampadario particolare.
  • Per gli aerei al momento del decollo e per i treni ad alta velocità che sfrecciano a 300 chilometri orari (sia da passeggera che da spettatrice).
  • Per la serendipity, ovvero la felice e fortuita scoperta di qualcosa che in realtà non si stava cercando.
  • Per le piccole riproduzioni ipercolorate di dinosauri: la mia collezione di casa è sempre più estesa!
  • Per le commedie brillanti di Woody Allen: “Il Dormiglione” ed “Harry a pezzi” sono le mie favorite.
  • Per il gusto e lo stile di Vivienne Westwood, nonché per la cultura punk da lei propagata.
  • Per l’eccentricità delle star della glam rock (hai mai visto “Velvet Goldmine” di Todd Haynes?).
  • Per Barcellona e New York, perché durante ogni mia puntata vacanziera, mi sono sentita “completa” e a mio agio come se abitassi lì da sempre.
  • Per le intriganti atmosfere notturne berlinesi.
  • Per il Giappone e tutto quello che ci sta dentro.
Per conoscermi
(anche da altre angolazioni)
Per approfondire
cosa faccio
Per scoprire uno dei metodi che utilizzo nel mio lavoro